
mercoledì 28 aprile 2010
il cinefilo della domenica

sabato 27 marzo 2010
Francesca e il pollice rosso
venerdì 12 febbraio 2010
Inadeguatezza

giovedì 4 febbraio 2010
TALLVIK
lunedì 1 febbraio 2010
L'importanza di chiamarsi carta
giovedì 28 gennaio 2010
sono solo macchine

E' strano il rapporto che noi esseri umani evoluti abbiamo con la tecnologia, il più delle volte spegniamo il cervello sicuri che le macchine prendano il posto della materia grigia. Voglio raccontare ciò che mi è accaduto poco fa allo sportello del bancomat, è una scemata, ma è estremamente esplicativa dello stato di morte celebrale a cui stiamo inesorabilmente andando incontro.
venerdì 22 gennaio 2010
Il parassita

A volte ho paura, sento il mondo mancarmi sotto i piedi, temo in un calo di attenzioni nei confronti delle mie responsabilità, sento il peso della vita accumularsi sulle mie gracili spalle. E' in quei momenti che mi accuccio come un gatto vicino a te, mi tiro il plaid sulle gambe, mi appoggio su di te. Su quel divano che ha visto di tutto e ha sentito tante storie, su quel divano che ogni tanto lavo dagli odori della vita rendendolo vergine e puro. Metto il rivestimento in lavatrice e lo resetto per farlo ripartire, pronto all'ascolto di nuove storie, pronto a subire i rigurgiti di altro latte, pronto ad assaporare impronte di nutella, tracce di fumo e zaffate intense di caffè. E mentre distrattamente tu leggi, io attingo energia da te, così come un parassita trae linfa vitale dal suo ospite. Perchè il parassita non ha vita autonoma, ma dipende dal suo ospite al quale è più o meno intimamente legato. La relazione tra p
arassita e ospite può essere anatomica, di sicuro è fisiologica. Il parassita ha una struttura morfologica più semplice rispetto al suo ospite, il ciclo vitale più breve e ha rapporti con un solo ospite. A volte accade che il parassita infetti il suo ospite, procurandogli malattie e infezioni che potrebbero anche farlo morire. A quel punto muore anche il parassita.Mio caro ospite, prometto di mantenere l'igiene e di non infettarti, tu però promettimi di sederti sul divano sempre così, di passare sempre la tua mano tra i miei capelli, di riempirmi di dolci e lievi pizzicotti, ma soprattutto promettimi di sorridermi come fai sempre.Perchè a volte vedo il buio davanti a me, e tu accendi sempre la luce che mi mostra la vita.venerdì 15 gennaio 2010
Vivere Spettinata (per tutte le donneeeeeee)
Il mondo è pazzo. Decisamente pazzo...
Le cose buone, ingrassano. Le cose belle, costano. Il sole che ti
illumina il viso, fa venire le rughe. E tutte le cose veramente belle di
questa vita, spettinano...
- Fare l'amore, spettina.
- Ridere a crepapelle, spettina.
- Viaggiare, volare, correre, tuffarti in mare, spettina.
- Toglierti i vestiti, spettina.
- Baciare la persona che ami, spettina.
- Giocare, spettina.
- Cantare fino a restare senza fiato, spettina.
- Ballare fino a farti venire il dubbio se sia stata una buona idea
metterti i tacchi alti stanotte, ti lascia i capelli irriconoscibili ...
Quindi, ogni volta che ci vedremo, avrò sempre i capelli spettinati...
Tuttavia, non dubitare che io stia vivendo il momento più felice della mia vita. E' la legge della vita: sarà sempre più spettinata la donna che scelga il primo vagoncino sulle montagne russe di quella che scelga di non salire...
Può essere che mi senta tentata di essere una donna impeccabile,
pettinata ed elegante dentro e fuori.
Questo mondo esige bella presenza: pettinati, mettiti, togliti, compra,
corri, dimagrisci, mangia bene, cammina diritta, sii seria...
Forse dovrei seguire le istruzioni però... quando mi ordineranno di
essere felice?
Forse non si rendono conto che per risplendere di bellezza, mi devo
sentire bella... La persona più bella che possa essere!
L'unica cosa che veramente importa è che quando mi guardi allo specchio, veda la donna che devo essere. Perciò, ecco la mia raccomandazione a tutte le donne:
Abbandonati, Mangia le cose più buone, Bacia, Abbraccia, Balla,
Innamorati, Rilassati, Viaggia, Salta, Vai a dormire tardi, Alzati
presto, Corri, Vola, Canta, Fatti bella, Mettiti comoda, Ammira il
paesaggio, Goditela e, soprattutto, lascia che la vita ti spettini!!!!
Il peggio che può succederti è che, sorridendo di fronte allo specchio,
tu ... debba pettinarti di nuovo
lunedì 11 gennaio 2010
i tuoi occhi
lunedì 23 novembre 2009
Il Dio delle piccole cose
Per quanto a me piaccia entrare nelle librerie, annusare le pagine dei libri freschi di stampa, frugare tra i remainders, scoprire le nuove uscite, per poi tornare a casa con libri diversi da quelli che cercavo; ho deciso di non tradire il verde della campagna che mi circonda per l'afa cittadina di questi giorni. Così ho ordinato quattro libri su un sito internet affidabile: tre di Chuck Palahniuk, autore che mi ha interessato molto col suo "Survivor", e uno per bambini a sfondo ecologista. La scelta è stata faticosa, questi siti dediti alla vendita di libri e cd, sono una sorta di pozzo di San Patrizio per gli appassionati. Si trova di tutto, in edizione economica e non, e i prezzi sono ottimi.
Vista l'unica esperienza precedente di acquisto internettiano, ho deciso di non usufruire del corriere. Perchè si sa, bisogna passare due giorni chiusi tra le mure domestiche ad aspettare il suono del campanello, senza distrazioni, se lo si vuole intercettare. Anche solo una doccia potrebbe costare la mancata consegna del prezioso pacchetto, o magari un raro momento di relax con le cuffie dell'iPod. La tragica esperienza di essere assente nel momento fatidico, l'avevo già provata. Mi sono ritrovata due giorni dopo in un dedalo in piena zona industriale (sotto Natale), dal quale sono uscita sconfitta e senza libri. I magazzini dei corrieri sono nascosti bene...
Quindi mi sono messa nelle mani della Dea Posta, consapevole che i cinque giorni di attesa forse sarebbero diventati dieci. Ma ho pensato che comunque, se a casa non ci fossi stata ad accogliere il postino, il giorno dopo avrei fatto poche centinaia di metri fino all'ufficio postale. Niente di terribile, in fondo. Quindi il mio acquisto è stata una mossa studiata, pensata, ponderato e misurata. Sia nella scelta del materiale da acquistare, sia nella modalità di spedizione. Passati due giorni ho controllato la posta elettronica, una sollecita mail mi avvertiva che i libri erano stati spediti, e che entro tre giorni sarebbero arrivati. Dopo una settimana dall'ordine ho cominciato a pensare "domani arriva il pacco", e l'ho continuato a pensare tutti i giorni, fino al quindicesimo, quando un cartellino giallo infilato nella cassetta della posta e scritto male da un'impiegata sicuramente svogliata, mi informava dell'arrivo dei libri.
Ecco, io ammetto che ai libri ci ho pensato e anche molto. Mi sono gustata l'attesa, e devo dire che avrei aspettato ancora altro tempo. Quando ho portato a casa il pacchetto di cartone avvolto nel nastro adesivo, me lo sono guardato e ho aspettato. Ho esitato ancora qualche minuto prima di aprirlo, ho pensato che non siamo (non sono) più abituati ad aspettare, che una volta l'attesa di una lettera era una delle cose più belle. Adesso comunichiamo in tempo "reale", perchè il tempo passato ad attendere qualcosa non è forse "reale"? E' qualcosa che rende tutto più soddisfacente. Aspettare per avere qualcosa a cui teniamo e che desideriamo non è tempo perso, è tempo prezioso, è quello che rende un semplice acquisto, un piccolo piacere della vita.
Ho aperto la scatola lentamente, prima ho cercato di vedere se i libri c'erano tutti, senza aprirla del tutto, poi li ho tirati fuori. Eccoli. Quattro semplici volumi, tre Oscar Mondadori e una carinissima e colorata edizione Giunti Junior. Non me li aspettavo così belli, scommetto che se li avessi visti in libreria non li avrei notati. Invece sono meravigliosi, come meravigliosa è stata l'attesa.
L'arte è la vita ma su un altro ritmo
Bellissima la citazione di Muriel Barbery, tra l'altro è condivisibile in pieno. Ho sempre creduto che l'Arte non fosse qualcosa di estraneo al tangibile del quotidiano, basta cambiare frequenza e la possiamo percepire. Esistono momenti del genere nella vita di tutti i giorni, l'essenziale è accorgersene. Sarà banale, ma trovo artistico un bacio ricevuto da un bambino, o la piccola tenerezza di un gesto quotidiano qualunque.
Ieri mi è capitata una faccenda che secondo me è artistica, e mi sono sentita un po' spiazzata.
Non per fare la dura, ma io di solito non mi spiazzo con facilità e sto cominciando a temere di essere diventata troppo romantica. So che razza di vita ingrata si prospetta a questo tipo di persone, ma non ci posso fare niente. La malinconia mista alla beatitudine degli istanti è una condizione che sta diventando sempre più mia. Risentire, anzi, sentire una persona dopo tanti anni è artistico? Dipende, nel caso mio lo è stato. Tra l'altro lo è stato inaspettatamente. Credevo si sarebbe trattato comunque di qualcosa di piacevole, ma non di artistico. Ed è questa la bellezza.