
E' giunto il momento di parlare di Avatar, una delle sòle del nuovo millennio, un pacco noioso e pretenzioso, una pacchianata, anzi, una tamarrata col botto. Un film che fa passare la voglia di andare al cinema, che trasforma il 3d in una paccottiglia di effetti speciali fini a se stessi (invece il film A Christmas Carol era più estetica che sensazionalismo ruffiano). Un film con una sceneggiatura-plagio, in cui si sbadiglia anche parecchio. Un film tanto strombazzato, ma per fortuna del cinema, che tra pochi mesi ci dimenticheremo tutti, anche chi l'ha amato. E poi i na'vi sono brutti.
Ecco, ne ho già parlato.
* il tipo cerchiato di rosso, è un mito!
Altra bella schifezzuola è il film di Marshall: Nine. Musical di scarsa fattura, in cui si raccontano le crisi d'ispirazione di un regista italiano degli anni sessanta. Un certo "Guido Contini" interpretato da un Daniel Day Lewis sprecato. Su di uno sfondo italiano stile pizza e mandolini (i preti, la mamma Sofia Loren, il mare, i bambini che corrono, il Colosseo, la Dolce Vita, la gnocca, i panni stesi, ecc) e intervallato da canzoncine anni sessanta, si snodano le noiose vicende del protagonista, che salta da una donna all'altra, e che parla un inglese con accento italiano. Il film vorrebbe essere un omaggio a 8 e mezzo di Fellini, ma finisce per essere una lunga noiosa e patetica rappresentazione "musicale" del nulla.
Ho aggiornato anche il post relativo a Amabili Resti